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The Umbrella Academy: i supereroi di Gerard Way approdano su Netflix

Scritto da: Chiara


Poster di The Umbrella Academy di Netflix
Netflix
★ ★ ★  ☆ 
(3 e mezzo su 5)


Ebbene sì, è arrivato il fatidico momento, quello che tutti stavate aspettando: The Umbrella Academy è finalmente disponibile su Netflix!
Tanto attesa per svariati (e decisamente ragionevoli) motivi: in primis perché la serie è tratta da un fumetto scritto da Gerard Way, amatissimo leader dei My Chemical Romance. In più, il trailer sembrava veramente una bomba e, come tutti sappiamo bene, oggi i prodotti che parlano di supereroi sono sempre molto acclamati dal grande pubblico. Mettiamoci anche il cast: oltre alla bravissima Ellen Page, protagonista indiscussa di alcune scene della serie, ritroviamo Robert Sheehan, capace ancora una volta di spiazzare lo spettatore con il suo umorismo sempre azzeccatissimo, e ancora Tom Hooper (Game Of Thrones, Doctor Who e Merlin), il giovanissimo ma supertalentuoso Aidan Gallagher e molti altri.

La serie inizia subito con una scena a mio avviso sensazionale, reale rappresentazione del “Boom, pregnant!” meme: 43 donne sparse per il mondo e assolutamente non incinte, infatti, partoriscono improvvisamente. Sette di questi neonati vengono adottati dal miliardario Reginald Hargreeves, con l’obiettivo di formare l’Umbrella Academy, un’accademia di bambini speciali destinati in futuro a salvare il mondo. Le cose però non vanno come previsto dal vecchio, e l’Accademia si frantuma in seguito alle numerose incomprensioni tra i suoi componenti.
Entriamo però nel vivo della serie quando Sir. Reginald Hargreeves muore: questo evento sarà il pretesto per far riunire i sei membri sopravvissuti e per farli collaborare di nuovo alla ricerca dei motivi che si celano dietro la morte del padre ma anche alla risoluzione di un problema decisamente più importante, l’apocalisse che distruggerà la terra. Purtroppo però, nonostante siano passati ben diciassette anni, le ferite aperte tra i membri dell’Accademia non si sono rimarginate e tutti i segreti sono destinati, pian piano, a venire a galla.


I protagonisti di The Umbrella Academy
Netflix


La serie si sviluppa su 10 episodi dalla durata media di 60 minuti l’uno (l’impressione è quasi quella di star guardando 10 film collegati), è ricca di intrecci narrativi, trame e sottotrame che non fanno altro che incrociarsi, per poi separarsi di nuovo, fino ad arrivare ad un unico finale che fa quadrare tutto (più o meno).
Il punto di forza maggiore è sicuramente costituito dai protagonisti stessi, i membri dell’Umbrella Academy, ai quali è impossibile non affezionarsi. Hanno tutti nomi propri ma vengono chiamati da sempre con dei numeri (da N°1 a N°7) e ciascuno è contraddistinto da una propria storia e da certe fragilità che vengono alla luce nel corso della serie. Le scene in cui i protagonisti interagiscono tra loro, mettendosi completamente a nudo, sono sicuramente tra le più belle e commoventi dell’intera serie. Se siete degli inguaribili romantici, disposti a shippare anche il tavolo con la sedia, rimarrete sicuramente soddisfatti. Vi racconto qualcosa in più di questi personaggi: troviamo Luther (Tom Hopper), N°1 e leader del gruppo, inviato dal padre sulla luna per una missione speciale, Diego (David Castaneda), il vigilante mascherato dall’aspetto burbero che rivelerà grandi sorprese, Allison (Emmy Raver-Lampman), star internazionale, dolcissima e molto affezionata ai fratelli, Klaus (Robert Sheehan), costretto a dipendere dalle droghe per scappare da un passato (e un potere) traumatico, Numero 5 (Aidan Gallagher), anziano imprigionato nel corpo di un bambino, con il dono di viaggiare nel tempo e nello spazio, Vanya (Ellen Page), il cuore dell’Accademia, da sempre tagliata fuori e costretta dal patrigno a rimanere nell’ombra, e infine Ben (Justin Min), morto molto tempo prima in cause misteriose (ma non completamente assente nella serie!). Ancora, abbiamo Pogo, il maggiordomo-scimmia di casa Hargreeves, che fa sembrare il tutto ancora più bizzarro, e i due assassini Hazel e Cha-Cha, che viaggiano nel tempo nel tentativo di preservare l’ordine degli eventi e che alla fine non si dimostreranno i canonici villains a cui siamo abituati.
Altra nota superpositiva per la colonna sonora, assolutamente una delle migliori mai realizzate per una serie tv, che spazia dai Radiohead, ai Queen, fino ai Doors, senza tralasciare alcuni pezzi di Gerard Way. Alcune scene sono costruite sulla musica stessa, che fa da colonna portante e sembra voler quasi “accompagnare” fisicamente i personaggi. Una gioia per occhi e orecchie!
Non mancano inoltre i giusti colpi di scena, e l’atmosfera che pervade lo spettatore fin dall’inizio ha un mix di dark e sentimentalismo perfettamente equilibrato che cattura all’istante.

The Umbrella Academy strizza un po’ l’occhio alla Marvel, ma anche all’universo degli X-Men e allo stesso Misfits (Robert Sheehan, interpretando Klaus, riporta in vita anche una parte di Nathan). Cerca ovviamente di farlo in modo originale, adottando anche una regia estremamente ricca di impreziosimenti, specie nei primi episodi.
Andando avanti, infatti, la serie perde un po’ di quell’atmosfera quasi grottesca ma infinitamente affascinante che aveva contraddistinto il primo episodio e che io avevo tanto apprezzato. A mio modesto parere, quando si sceglie di adottare un certo registro, un determinato stile, sarebbe bello portarlo fino in fondo in maniera coerente, anche a costo di esagerare. E The Umbrella Academy ha decisamente incassato il colpo di questa mancanza di coraggio. Un gran peccato.
Succede così che la serie, pur mantenendo una buona regia, si arena su una rappresentazione delle dinamiche e degli eventi fin troppo “teen”, che rischia di risultare banale (come, ahimè, succede spesso oggi).
Altro aspetto negativo: è troppo dispersiva, e talvolta incoerente. Non vi nego di aver fatto una leggera fatica a seguirla, in alcuni punti mi sono trovata persa nell’intreccio volutamente complicato e mai lineare che gli autori hanno voluto creare. Inoltre, certe cose restano prive di una spiegazione logica, oppure tale spiegazione tarda fin troppo ad arrivare, senza un motivo apparente.

Per tirare le somme, The Umbrella Academy è una bella serie, costruita bene, senza particolari lodi o critiche. Ha certamente una serie di punti deboli che però vengono prontamente sostenuti da personaggi che fanno bene al cuore. Consigliatissima ad un pubblico teen ma anche a tutti gli amanti dei supereroi un po’ più grandicelli. Il finale aperto non lascia alcun dubbio: ci sarà una seconda stagione, non ci resta che attendere la conferma da Netflix. E speriamo che nella seconda si riesca ad azzardare un po’ di più!

            

2 commenti:

  1. Io la amo. Bellissima! E Vanya è la mia preferita :)

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    Risposte
    1. Non vedo l'ora di vedere la seconda stagione! Vanya è forse quella che mi è piaciuta meno, ma li amo proprio tutti <3

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