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La forma dell'acqua - Il miglior film degli Oscar 2018

Ciao a tutti!


Anche quest'anno ci siamo lasciati gli Oscar alle spalle, e per la seconda volta l'Academy è riuscita a stupirmi con la scelta del miglior film. L'anno scorso La la land mi aveva rubato il cuore e l'incidente delle buste è stato quasi una pugnalata, quest'anno invece puntavo tutto su Tre manifesti a Ebbing, Missouri, ero certa della sua vittoria e invece...
Devo dire la verità, io facevo il tifo proprio per Tre manifesti, penso fosse il film giusto da far vincere quest'anno, ma La forma dell'acqua è un sostituto così buono che non riesco a arrabbiarmi più di tanto.

                  


Dopo avermi terrorizzata ben dodici anni fa con Il labirinto del fauno, Guglielmo del Toro torna a dimostrare il suo amore per i mostri e per il meraviglioso. Del Toro prende in prestito il mostro da Il mostro della laguna nera del '54 e si diverte, anche autocitandosi, a mischiare come sempre fiaba e realtà.
Ci troviamo a Baltimora durante i primi anni '60, cittadina bigotta che da la possibilità al regista messicano di esplorare e mettere in scena il mondo degli outsiders dell'epoca, quindi omosessuali, portatori di handicap, persone di colore e ovviamente i mostri.
 La vita di Elisa (Sally Hawkins), giovane donna muta, è scandita da una routine che si ripete ogni giorno senza troppi problemi. Cucina le uova da portare al lavoro, si masturba, passa a salutare  l'amico Giles (Richard Jenkins) e corre al lavoro dove la chiacchierona Zelda (Octavia Spencer) la tiene occupata lamentandosi del marito tutto il giorno. Elisa e Zelda sono inservienti in un laboratorio scientifico, sono abituate alle stranezze e non sentono il bisogno di fare domande. Il loop della vita di Elisa si spezza nel momento in cui nel laboratorio viene portato un nuovo mostro. Brutalmente maltrattato e all'apparenza molto pericoloso, cattura subito l'attenzione di Elisa che in questo mostro e nella sua solitudine si rivede. La donna non riesce a stargli lontana perché il mostro non la giudica per il suo handicap, la vede solo per quella che è in realtà. Un cattivissimo Michael Shannon recita la parte dell'antagonista, l'uomo che ha catturato il mostro nel Sud America e che dopo aver sfogato su di lui la propria frustrazione vuole solo venga vivisezionato. Un personaggio fisicamente umano ma che risulta più mostruoso del mostro.
Il mostro conteso tra Stati Uniti e Unione Sovietica è tremendamente interessante, ci viene mostrata più volte la sua forza e pericolosità, ma grazie a Elisa emerge anche il suo lato più umano.
La forma dell'acqua è un film che parla di tutto: omofobia, razzismo, paura del diverso, amore, un film in cui l'empatia regna sovrana e la sessualità femminile viene trattata in maniera totalmente naturale.
La color correction del film è favolosa, ogni immagine si colora di verde acqua dando non solo l'impressione di stare sempre sott'acqua, ma che dona anche all'atmosfera qualcosa di fiabesco. E La forma dell'acqua è proprio questo, una fiaba moderna e per adulti che spinge ad accettare il diverso in un momento nel quale sembra quasi una follia farlo.



          

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