Type Keyword and Press Enter to Search
×

Ciao a tutti!
Scusate il ritardo, ma tra lo studio, il lavoro e le feste ho un po' perso tempo.
Dal 18 al 21 dicembre si è svolta la Nemeton Returns, convention di Teen Wolf organizzata dalla Fantasy Events e ovviamente io c'ero. Faccio convention con loro dalla tenera età dei miei 14 anni, la mia prima convention e, ora che ho altri termini di paragone, decisamente la mia organizzazione preferita. (Qui trovate il loro sito)
All'estero vado esclusivamente per gli attori, solo se mi lascio convincere dagli amici o se annunciano qualcuno che non posso vedere altrimenti, alle convention della FE vado per divertirmi ed emozionarmi. Oddio, a dirla tutta portano sempre dei bei gruppetti, gli ospiti non mi hanno mai delusa, ma quando tutto il resto è così perfetto... gli attori finiscono un po' in secondo piano. Inizi per loro e continui per te stessa.
Tra qualche giorno, se tutto va secondo i piani, dovrei caricare un piccolo vlog sulla Nemeton per raccontarvi un po' cosa è successo in compagnia di Tyler, Holland, Daniel, Colton, Ian e i gemelli Carver, oggi però voglio parlarvi solo di Daniel.


Chi mi conosce lo sa, io ho una triade ( tutte ce l'hanno): Chris Wood (QUI vi parlo del nostro incontro), Logan Lerman e Daniel Sharman. Aspettavo solo annunciassero quest'ultimo ad una convention, non vedevo l'ora di abbracciarlo e di ridere con lui, quindi potete immaginare la mia reazione al suo annuncio. Ho svegliato tutto il paese.
Appena è salito sul palco ho iniziato a sudare dagli occhi, o forse erano lacrime, non so dirvelo.
Non me lo aspettavo, pensavo di reagire in un modo completamente diverso, ma va bene così, Daniel è stato il primo attore per cui io abbia mai pianto.
E non è stata nemmeno l'ultima volta, prima della foto con lui avevo delle ragazze che mi tamponavano il trucco con dei fazzoletti nel tentativo di salvare il salvabile e dopo la foto... ero la versione bionda di un piccolo panda, perciò hanno smesso con i fazzoletti e mi hanno abbracciata ridendo. E mentre Paola scattava, io vedevo solo i suoi occhi azzurri e il suo sorriso.
Al welcome cocktail ero anche più agitata, dovevo parlarci e questo mi terrorizzava.
Le mie amiche e compagne di cocktail mi hanno vista tremare, hanno riso del fatto che io non riuscissi a mangiare o a bere e hanno cercato di tranquillizzarmi quando ho iniziato a piangere. Era proprio ansia. Ma perché?
Non sapevo cosa chiedergli, non so mai cosa chiedere agli attori perchè li seguiamo talmente tanto che sappiamo quasi ogni cosa su di loro e così ogni domanda mi sembra sentita e ri-sentita, perciò sono rimasta sul vago, dandogli l'opportunità di parlare un po'.
Quando è arrivato al tavolo, la mia amica Marica si è alzata cedendomi il posto accanto a lui, peccato lui avesse capito di doversi sedere al mio ex  posto, lontano da me, provocando il"NOOOOOOO" delle mie amiche. Prima figuraccia.
Ci saluta, chiacchiera e ci chiede se abbiamo domande. Le mie amiche urlano "LEI" indicandomi tutte quante. Non volevo alzare lo sguardo per paura di trovarmi sulla testa una grossa insegna luminosa a forma di freccia.
Perciò gli ho chiesto di raccontarci una storia divertente di lui da bambino.
In pratica a scuola aveva detto a tutti di essere americano ( ma chi vuoi prendere in giro con quell'accento?), diceva di venire dal New Jersey e quando lo hanno beccato tutti gli chiedevano "ma perchè lo hai fatto??" " Boh, così"
Storia da aggiungere al furto del galleggiante in piscina, dei due arresti e del bando da Disneyland.
Prima che arrivasse al tavolo avevo detto alle mie amiche "Vorrei sapere se è sonnambulo", non gliel'ho chiesto, non ce n'è stato bisogno perchè ha iniziato a parlarne da solo. Io mi guardavo attorno per capire se qualcuna di loro glielo avesse chiesto senza che io me ne accorgessi, ma viste le loro espressioni sorprese ho dedotto che avesse tirato lui fuori l'argomento dal nulla.
Le cose sono due: o è il caso, o mi legge nel pensiero. Spero vivamente la prima, perchè se Daniel mi legge nel pensiero finirò in manicomio prima o poi, o in galera.
Alla foto duo ( la prima volta), mentre Colton stava male (poveretto), ho ammirato Daniel mentre  apriva una bottiglietta con i denti e mi è sembrato piuttosto preoccupato per il programma; al secondo tentativo, il giorno seguente, mi ha accolta con un " You're very stylish and beautiful", come Sharman ha deciso di uccidermi.
Mi ha fatta morir dal ridere, mi ha fatta piangere e innamorare ancora di più di lui, è un ragazzo molto intelligente, creativo e umano.
Elena, il suo angelo custode ed assistente per quei tre giorni, è stata così gentile da condividere con noi qualche parola sulla sua esperienza.

Quando si avvicina una nuova convention e mi affidano un nuovo attore, i miei sentimenti sono sempre contrastanti: non vedo l'ora di conoscerlo ma, al contempo, sono preoccupata di come andrà l'evento, perché non l'ho mai visto prima. Eppure con Daniel si è creato un piccolo legame fin da subito, già dal primo momento in cui mi ha salutato e mi ha sorriso. Fino ad ora, mi presentavo agli attori e consegnavo il programma della convention, loro salutavano, ringraziavano e poi ci ritrovavamo alla prima attività del weekend. L'esperienza è stata diversa con Daniel e l'ho capito nel momento in cui, alla domanda "sei di Roma?", ho risposto brevemente che risiedevo vicino Venezia, pensando non gli interessasse più di tanto. Invece, con mia enorme sorpresa, ha chiesto come si chiamava il paese e cosa c'era di bello da vedere. Quella è stata la prima delle tante sorprese che ha riservato a me e a tutte le persone che ha incontrato durante il weekend della Nemeton Returns. L'attenzione e l'interesse che aveva per i particolari non ha smesso un attimo di stupirmi. Agli autografi continuava a rimarcare quante "Francesca", "Giorgia" e "Sara" ci fossero tra le partecipanti e scherzava dicendo che ero stata io a metterle in fila per nome, visto che arrivavano a gruppi. Mi ha divertito e mi ha stupito il modo in cui guardava tutti i partecipanti e riservava loro un "grazie, sweetheart" o un "ti stai divertendo?". Mi ha colpito molto quando gli ho parlato delle lingue che conosco e si è interessato al fatto che avessi iniziato a studiare l'ASL (Lingua dei Segni Americana) e poi, a uno dei tavoli del Welcome Cocktail, c'era una ragazza sordomuta accompagnata dalla mamma interprete e ha voluto capire le differenza tra LIS (Lingua dei Segni Italiana) e ASL. Anzi, mi scuso se una delle parole che gli ho insegnato e lui ha ripetuto è stata una banale "zanzara", ma giuro che gli avevo anche insegnato come si salutava, ci si presentava e si ringraziava! In ogni caso, la semplicità e la tenerezza di Daniel sono una cosa rara, soprattutto in una persona che appartiene al mondo dello spettacolo. Ci tengo a dire che gli attori con cui ho lavorato precedentemente erano tutte persone adorabili, ma con Daniel è scattato qualcosa di diverso. Credo sia stata l'età, così vicina alla mia, o il carattere, divertente e timido allo stesso tempo. Fatto sta che, senza ombra di dubbio, è l'attore con cui mi sono trovata meglio. Ricordo anche la disponibilità che ha dimostrato proponendosi di sostituire Colton al panel del sabato pomeriggio, quando si era sentito male. A questo proposito, dal momento in cui abbiamo dovuto interrompere le foto duo tra lui e Colton, appunto, mi chiedeva ogni mezz'ora se avevo notizie su di lui e su come avremmo recuperato le attività il giorno successivo, perché non voleva lasciare nessuno scontento. Nonostante la stanchezza che una convention così colma di attività può causare, non si è mai lamentato e si è sempre dimostrato disponibile a tutti i cambi di programma che sono avvenuti. Ultima cosa, ma non meno importante, sono gli sguardi e le domande che mi rivolgeva. Mi chiedeva pareri o mi lanciava delle occhiate, quasi a chiedere conferma di quello che stava facendo e/o dicendo. Più che la sua assistente, in questi giorni mi sono sentita quasi sua sorella. E credo sia uno dei motivi per cui, durante questa convention, mi sono sentita davvero a casa ed è stato tutto così straordinario e indimenticabile.


Che dire? Daniel è sicuramente un ragazzo speciale che si è conquistato una fetta ancora più grande del mio cuore, perciò spero di poterlo rivedere e riabbracciare presto.

Alla prossima!

PS. Sul mio nuovissimo canale youtube "Jess in Wonderland" in giornata troverete il video "Perchè partecipare ad una convention?"

-Jessie



Titolo: Here
Autore: Rory Scorpiniti
Editore:CreateSpace Independent Publishing Platform
Prezzo: 2,99 ebook, 12,90 cartaceo
Link di acquisto:Qui
Trama
James è tornato a Londra e non ha voglia di pensare al futuro. Di giorno dorme, la sera esce con gli amici e si diverte a conquistare le ragazze con i suoi grandi occhi azzurri. Ella ha gli occhi uguali ai suoi ma non vuole essere conquistata. Non concepiscono nemmeno l’amore nello stesso modo: lei s’innamora di frammenti di vita, lui vive di colpi di fulmine. James ha visto il mondo negli occhi di tante donne, le ha sentite sulla pelle, Ella ne ha amato uno solo. Eppure nel momento stesso in cui i loro sguardi si incrociano... capiscono di non aver scelta.
Voto:
Recensione
Ciao a tutti!
Oggi sono qui per parlarvi di un romanzo che mi sta particolarmente a cuore perchè in questi due anni è cresciuto con me.
Due anni fa mi sono ritrovata quasi per caso a condividere un appartamento con una sconosciuta per Capodanno (è una storia un po' bizzarra) e tra una mangiata e l'altra sono venuta a conoscenza dell'esistenza della sua fan fiction su Jamie Campbell Bower. Così mentre conoscevo lei, scoprivo a poco a poco anche Ella e James.
Ora, due anni dopo, non posso far altro che essere molto fiera della mia amica e di quei personaggi che mi hanno tenuto compagnia nei weekend capitolo dopo capitolo.
Here infatti è diventato un romanzo vero e io ho avuto l'opportunità di leggerlo circa una settimana prima della sua effettiva uscita.
Non è di sicuro la prima volta che leggo un romanzo d'amore, ma dei personaggi così realistici non li ho trovati mai. La gente dice parolacce, fa cose brutte che gli vengono perdonate, si ubriaca e guarda la televisione. Quando gli scrittori lo capiranno avremo libri molto più belli.
Rory lo ha capito, difatti abbiamo Ella: una ragazza che cerca di fare la dura, cerca di mostrarsi forte, quando in realtà è così “spezzata” dentro da aver alzato attorno a sé una quantità infinita di muri, Ella è proprio una codarda.
Il suo primo amore è stato un disastro, un tornado che ha finito per distruggere lei e soprattutto la sua famiglia. È proprio questo che l'ha convinta a scappare, rifugiandosi in una relazione che in verità non la toccava, al sicuro dai sentimenti. 
Poi però è arrivato James, arrogante, vanitoso e... con il cuore spezzato.  Perciò non si limitano più a condividere solo i brillanti occhi azzurri.
James è senza controllo, non si da limiti, non è neppure interessato a darseli, ha bisogno di un'ancora, qualcuno che riesca a porre fine ai suoi eccessi riempiendo il vuoto che si porta dentro con l'amore.
Non voglio spoilerarvi tutto il romanzo, voglio lo scopriate passo per passo gustandovi ogni reazione, ogni momento di passione, ogni lacrima.
Non sono una coppia facile e sdolcinata, lui è ingestibile e lei forse più di lui, continua a scappare, a dubitare, a cercare di non lasciare posto all'amore nella sua vita. Ma è una donna forte quando serve, sa come combattere per amore, sa come preservare la propria dignità (cosa che l'80% delle protagoniste dei romanzi romantici odierni non riesce a fare).
I personaggi secondari sono scritti bene quanto i principali: amerete tutti Arya, il mio personaggio preferito, la migliore amica di Ella, piena di energia, agguerrita, dolce e premurosa, tutto ciò che una buona amica dovrebbe essere per me; poi c'è Joe, il mio Joe, su di lui non vi anticipo nulla,anche perchè c'è ben poco da dire su di lui, ma fatemi sapere che ne pensate; Nick che con il suo carisma metterà tutte in soggezione, l'uomo più grande che da stabilità e di cui praticamente ogni ragazzina si innamorerebbe. Un amore proibito che ha stravolto la vita della protagonista.
Se James è un torrente in piena, Nick è una montagna.
La musica poi, è la cornice perfetta di questo romanzo, due personaggi divisi dalle paure ed uniti dalle note. Ella è una discografica, lui un chitarrista e alcuni dei momenti più romantici che condividono sono in una sala di registrazione.
Divorerete questo libro e ne vorrete di più. Here infatti è come una torta al cioccolato ripiena di nutella, decorata con tanti riccioli di panna. Fa gola a chiunque.
Il finale rende giustizia alla storia, ma non gli da una conclusione, anzi, ci lascia col fiato sospeso, ci abbandona dopo aver annientato ogni nostra certezza. Non voglio dirvi troppo, ma sono curiosa di sapere come l'autrice gestirà un argomento così delicato.
Se siete alla ricerca di qualcosa che vi tenga incollati al romanzo fino alla sua conclusione e con una protagonista indipendente, Here è il romanzo che state cercando.





«Lui è un ossessione che non mi passa.»


«Mi piacciono le persone che suonano. Nelle note, nella musica... non ci sono bugie.»



«Arya è la mia scala d'emergenza, quando qualcosa non va io scappo da lei.»

<<Se avessero detto ad un Ella tredicenne che quella sua coetanea francese, quella che aveva visto lanciare sul palco dei 30 Seconds to Mars un reggiseno con il preciso intento di colpire Jared Leto, sarebbe diventata la sua migliore amica per il decennio a venire (ed oltre) non ci avrebbe mai creduto. 
Oppure, nella improbabile ipotesi in cui lo avesse fatto, avrebbe picchiato violentemente la testa contro il muro. 
Tuttavia il destino era stato scritto, e non solo Ella non avrebbe mai rinunciato ad Arya Leroi: era completamente certa che se le cose fossero andate in maniera diversa, la sua vita sarebbe stata decisamente meno divertente>>

Domenica sarò alla presentazione del romanzo a Parma, sulla pagina facebook del blog potete trovare le informazioni a riguardo, nel caso voleste partecipare.
Ovviamente vi terrò informati!
Ps. potrebbe essere un ottimo regalo di Natale, no?

-Jessie
Ciao!
Oggi ho deciso di raccontarvi una delle mie prime imprese da fangirl nel lontano 2009.
Ho trascinato quel poveretto di mio padre a Montepulciano, Toscana, per le riprese di New Moon, il secondo capitolo cinematografico della saga di Twilight.
Già all'arrivo ho iniziato a saltellare come una matta a causa di tutte le mantelle rosse che girovagavano per la città, mi sembrava di essere finita in New Moon e in effetti era proprio così.
Poi però ho scoperto una cosa terribile: il centro storico era delimitato da minacciose transenne controllate da ancor più minacciosi ometti della security. La pizza in cui stavano girando era irraggiungibile.
Nell'ingenuità dei miei 12 anni sono andata da un gigante della security e, con la mia vocina da cupcake, gli ho chiesto di farmi passare. La sua risposta mi ha spiazzata: " Certo, sono proprio qui per far passare la gente!" Che insensibile.
Ma non potevo arrendermi. L'ho supplicato per circa mezzora, quando, scherzando, mi ha detto che mi avrebbe fatta passare se gli avessi trovato una caramella o un cioccolatino. Così ho chiamato mio papà e dieci minuti dopo, l'ometto mi faceva passare mentre appallottolava la carta di un cioccolatino kinder.
Jessie davanti al suo primo tentativo di corruzione.
Mi aveva fatto promettere  di non interferire con le riprese e ovviamente sono stata un angioletto.
Così, stando a lato, in mezzo a tutte quelle mantelle rosse ho assistito alla scena. Ricordo ancora perfettamente la mia felicità e l'eccitazione che provavo in quel momento. Kris correva verso Rob, Bella verso Edward.
A riprese terminate ho visto Kristen e Ashley fuori dall'hotel, Robert e Dakota in un bar, Charlie circa un centinaio di volte. Un sogno!
L'ultimo giorno di riprese, alle 5, è suonata la mia sveglia: "You are the music in me" versione Sharpay, e nel tempo impiegato da mio padre per capire cosa aveva fatto di male per meritarsi una figlia così sciroccata io ero già fuori dall'albergo con la mia meravigliosa maaglietta di Twilight. Ho atteso qualche ora davanti a quel maledetto hotel con la mia magliettina "Team Edward"e stavo per morire congelata. Segnatevelo da qualche parte: MAI appostarsi al mattino in maniche corte.
Una carinissima donna, che suppongo lavorasse per l'hotel, inteneritasi davanti alla  mia follia, ha fortunatamente deciso di farmi entrare e indovinate chi mi sono trovata nella hall(che era stata trasformata in una sala make up/parrucco?
Ashley Greene.
Sono morta sul colpo. Non sapevo cosa dire o casa fare, non me lo aspettavo assolutamente.
Si è avvicinata, mi ha offerto un cappuccino ( che odiavo, ma che ho bevuto in silenzio) e abbiamo fatto una foto con il telefono di papà.
Il giorno seguente sono stata al mio primo raduno, che porterò sempre nel cuore, dove ho conosciuto alcune delle mie più care amiche e infine sono tornata a casa con un pezzo della fontana e con la consapevolezza di voler andare a Vancouver. E così è stato, ma questa è un'altra storia.
Vi lascio qualche foto della mia avventura !


















Titolo: Petali Di Luna (Once Upon a Steam – Episodio II)
Autore: R. M. Stuart
Editore: Dunwich Edizioni
Genere Steampunk/Fantasy
Pagine 104
Prezzo 0,99 ebook (gratis per kindle unlimited)

TRAMA
 In una Londra dalle sfumature gotiche, sospesa nel tempo, un amore tormentato sboccia come un fiore lunare nel cuore della notte. Lei principessa, lui antieroe, un’unione ambigua ma tanto forte che nemmeno la magia può spezzare. Rose e Tristan, cresciuti assieme in una (ir)realtà umana, si amano, si desiderano, finché la vita chiede loro un dazio da pagare. Infatti una maledizione aleggia su Rose, una maledizione fatta di rancore e antichità, anche se Tristan veglia su di lei con incondizionata devozione. Tuttavia l’amore non è una favola, forse è una tragedia. Tristan lo scopre a sue spese, così perfino la fiera Rose che – senza speranza, senza più lacrime, senza aspettative – è vittima del sonno eterno diventando quindi “la bella addormentata”, proprio come Malefica le aveva predetto alla nascita. Sarà la morte più potente della sorte? Passione, sortilegi, viaggi inter dimensionali: un vortice di musica e sensazioni che avrà inizio e fine a Steamwood.

 Voto: ♥   ♥   ♥   

RECENSIONE

Ciao a tutti, cari lettori.
Oggi sono qui per parlarvi di un racconto che mi ha colpita particolarmente: Petali di luna.
L'ho iniziata con gioia perchè solitamente amo le rivisitazioni, se fatte bene, e vi assicuro che questa la è.
In questo racconto troviamo una principessa che porta sulle spalle il peso di una terribile maledizione e un famiglio, che non riesce a sentirsi uomo. Rose però è dell'uomo che ha bisogno, non vuole essere protetta, vuole essere amata.
Tristan, dal canto suo, combatte contro l'impulso di lasciarsi andare e cerca di tenere bene a mente la sua missione: proteggere Rose ad ogni costo, anche se il costo potrebbe essere la sua stessa vita.

"Non posso starle accanto come uomo, ma posso starle accanto come servitore. Alcun nemico le farà del male, alcun nemico di notte o di giorno potrà avvicinarsi a lei. La proteggerò, dovessi vivere mille e una vita da animale, dovessi dimenticare la mia voce mortale, dovessi ululare al cielo la mia disperazione per questo amore che ci unisce e ci divide."


Sentite il mio cuore che si spezza?
Di cosa parla esattamente "Petali di luna"? Parla di amore. 
L'autrice è in grado di farti sentire un brivido sulla pelle come dopo il tocco di un amato, parla di amore, di passione, di delicatezza, e di sacrificio come pochi sono in grado di fare.
Un finale aperto che mi ha lasciata senza parole, un finale che da speranza.
Spero solo di ritrovare Rose e Tristan prima o poi perché si sono presi prepotentemente un posto nel  mio cuore.
Voglio vederli abbattere tutti i muri, tutte le convenzioni per stare finalmente insieme.
Questa di cui vi ho parlato è una lettura veloce e coinvolgente, lo stile è elegante, come la fiaba e lo consiglio a tutti coloro che sono alla ricerca di un po' di romanticismo