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Scritto da: Jess

Copertina di E l'oceano era il nostro cielo di Patrick Ness

                   
     Trama

"Patrick Ness esplora i temi della violenza, del potere e della caccia in una favola che reinventa la storia di Moby Dick".



★ ★ ★ ★ 
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Recensione

Patrick Ness, che avevo tanto amato con il suo "Sette minuti dopo la mezzanotte" torna a sorprendermi con il suo ultimo romanzo E l'Oceano era il nostro cielo. Come ormai saprete tendo a evitare i middle grade, troppo grande per essere in target e troppo giovane per tornare a apprezzarli, ma Patrick Ness ricade in una categoria a parte. I suoi romanzi vengono sì apprezzati da un pubblico giovane, ma credo che solo i suoi lettori più maturi riescano a cogliere pienamente tutte le sfumature della sua scrittura e i messaggi delle sue storie.

E l'Oceano era il nostro cielo prende chiaramente ispirazione dal classico Moby Dick che purtroppo è una delle mie grandi lacune quindi non sono riuscita a cogliere alcuni riferimenti. Oltre ad avermi emozionata però, Ness è riuscito a convincermi a recuperare al più presto questa lettura.

La protagonista della storia è una balena di nome Bathsheba giovane apprendista della capitana più temuta dei sette mari, Alexandra. Tra umani e balene è guerra e, giorno dopo giorno e massacro dopo massacro, questa si fa sempre più aspra. Bathsheba dopo aver perso la madre e aver ascoltato la profezia e gli ordini della nonna, non senza remore, si unisce alla caccia agli uomini. Nell'Oceano però si insidiano tanti pericoli, il più temibile dei quali è senza dubbio Toby Wick. Bathsheba è sempre più convinta si tratti solo di una leggenda, ma le balene, spinte dalle profezie, hanno una missione e sono determinate a porre fine a questo flagello.

Illustrazione di E l'Oceano era il nostro cieloAncora una volta Patrick Ness torna a confondermi, perché mentre leggevo le prime pagine ero assolutamente convinta che la protagonista fosse umana. La mia confusione non deriva esattamente dalla distrazione, ma dall'eccezionale capacità dell'autore di rendere così umana Bathsheba. Quello di E l'Oceano era il nostro cielo è un mondo al rovescio e tremendamente affascinante, pieno di metafore, messaggi importanti e problematiche sempre attuali.
Ho apprezzato tanto che Bathsheba  si interroghi spesso su questioni riguardanti la morale, non si limita a seguire gli ordini e le profezie come le altre balene, ma cerca di capire se la battaglia che stanno tutti combattendo sia giusta, se questa guerra non li stia rendendo tutti dei mostri. Buoni, cattivi, certe volte la linea che li separa è troppo sottile.
Come abbiamo detto questa è una storia molto particolare che genera facilmente confusione nel lettore, quindi ritengo siano di grande aiuto le meravigliose illustrazioni di Rovina Cai che riescono a cogliere e rappresentare al meglio l'atmosfera del libro. Sfogliarlo è un piacere!

Come sempre dietro alla semplicità del suo stile fiabesco, Patrick Ness cela messaggi importanti e scene potenti raccontate con naturalezza che riescono però a lasciare il lettore a fine lettura con il magone e un grande senso di angoscia. E l'Oceano era il nostro cielo si legge tutto in una volta e darà un significato  e valore diverso al vostro viaggio giornaliero sui mezzi. Consigliatissimo!
Scritto da: Jess

Ragazza che viaggia con lo zaino



In tutta la vita penso di non aver mai incontrato una persona alla quale non piace viaggiare. Non fraintendetemi, sono sicura esistano, d'altronde c'è parecchia gente a cui non piace il cioccolato, ma immagino siano una minoranza. E allora perché non viaggiano tutti? Notizia sconvolgente: per viaggiare servono i soldi.
A dirla tutta viaggiare gratis è possibile, ma è un progetto che necessita tanta organizzazione, coraggio e spirito di adattamento, quindi oggi non siamo qui per parlare di quello.
Oggi invece vorrei parlarvi di tutti i trucchetti che si possono usare per spendere molto poco per viaggiare senza rinunciare a ogni tipo di agio.
Sono una studentessa, lavoro nei ritagli di tempo e non guadagno certo cifre astronomiche ma sono sempre riuscita a fare due o tre viaggi l'anno. Forse viaggiare costa meno di quanto possiate immaginare.
Ma veniamo al punto, la domanda che vi state facendo da quando avete aperto questo post: come si fa a viaggiare quando si è al verde?

1.Trovare un mezzo di trasporto economico.
La prima cosa che cerco di organizzare quando decido di partire è il mezzo di trasporto. Normalmente viaggio in aereo e QUI vi svelo tutti i trucchi che uso per trovare voli a prezzi bassissimi, ma non sempre l'aereo è la scelta migliore.
Se viaggiate in gruppo il viaggio in macchina potrebbe essere una scelta più economica, per quanto riguarda il treno si trovano spesso offerte vantaggiose e avete mai sentito parlare di Flixbus? Un'amica è andata a Parigi con soli 10 euro!


2.Alloggio alternativo.
Io sono particolarmente paranoica e sì, lo ammetto, un po' viziata quindi scelgo quasi sempre l'hotel come alloggio, ma ci sono alcune alternative che piaceranno molto di più al vostro portafoglio.
  • Ostello – Negli ostelli dormirete in stanze condivise dove potrete fare amicizia con tanti viaggiatori come voi pagando meno di 20 euro a notte.
  • Airbnb – Airbnb è un servizio che vi permette di affittare delle case o appartamenti (spesso molto belli) a prezzi vantaggiosi.
  • Couchsurfing – Vi permette di essere ospitati gratuitamente a casa di una persona del luogo.


3.Viaggiare in bassa stagione

Andare in Grecia in estate costa molto di più rispetto alle altre stagioni. Chiaramente bisogna scendere a compromessi senza rinunciare completamente all'idea di viaggio che avevamo in mente. In teoria la primavera potrebbe essere un periodo migliore e più accessibile.
In ogni caso quando si viaggia con un budget basso è meglio evitare le festività.




Pianificazione viaggio


4.Comprare gli snack al supermercato

Qualche mese fa sono stata a Disneyland Paris, sapevamo che i prezzi all'interno del parco sarebbero stati altissimi quindi siamo passati al supermercato a fare scorta di pizzette e merendine e abbiamo fatto bene perché i prezzi erano folli. Non spenderei più di 15 euro per un Hot Dog nemmeno se me lo cucinasse Cenerentola in persona.
Il mio consiglio quindi è di comprare al supermercato le bevande e gli snack, ma se siete proprio al verde sono sicura che riuscirete a trovare qualcosa anche per i pasti principali. In molto ostelli c'è anche una cucina!


5.Prenotare e pianificare in anticipo

Dopo fin troppi anni ho scoperto che pianificare un itinerario prima di partire è l'idea migliore. In questo modo si riesce a stabilire un budget più preciso, si scoprono giornate in cui i musei e le attrazioni sono totalmente gratuiti, si risparmia tempo e molto spesso prenotare gli ingressi da casa vi permette di avere uno sconto e di saltare la fila.


6.Evitare le trappole turistiche

Ci sono attrazioni tremendamente sovrapprezzate e che si rivelano una grande delusione. Sono lì solo per attirare turisti, per farvi spendere soldi e probabilmente perderete tutta la giornata in fila. Evitatele!


7.Viaggiare in gruppo

Se da una parte viaggiare in gruppo significa anche adattarsi, uscire e bere più del dovuto e dover pagare anche per l'amico che ha ordinato 4 bottiglie di vino, viaggiare in gruppo ha i suoi vantaggi. Moltissimi tour e attrazioni infatti offrono sconti niente male per i gruppi.


8.Trovate attività gratuite

Prima di partire date un'occhiata a Google. Se siete abbastanza fortunati potrete partecipare a festival o eventi particolari senza sborsare un euro.


9.Free Walking Tour

Non riuscite a rinunciare alle informazioni sulla città ma non potete permettervi una guida?
Semplicissimo! Vi basta andare sul sito FREE WALKING TOUR e iniziare a camminare.

10.Parlate con le persone del luogo

L'anno scorso sono stata a Barcellona con Richi e abbiamo conosciuto un signore del luogo, ex guida della Sagrada Familia che ci ha raccontato quasi tutto quello che sapeva sulla basilica. I locali sono una fonte preziosissima di consigli e informazioni.



Scritto da: Jess

Ragazza che scrive a computer

Trovare lavoro al giorno d'oggi, si sa, non è poi tanto facile. Il nostro più grande alleato in questa ricerca all'apparenza impossibile (oltre a una buona dose di pazienza) è senza dubbio il curriculum vitae, meglio conosciuto come CV.  Il curriculum dovrebbe dare risalto alle vostre abilità e dimostrare al datore di lavoro che sareste un'ottima risorsa per la sua azienda. Scrivere di sé stessi e delle proprie capacità non è poi tanto difficile, vero? Falso. 
 Purtroppo riassumere la propria vita, le proprie esperienze e attitudini in una paginetta può spesso risultare una vera e propria sfida. 
 La prima volta che mi sono ritrovata a compilare il mio CV avevo 18 anni, non stavo cercando lavoro e l'azienda che mi aveva proposto un colloquio voleva un curriculum entro la fine della giornata. Poche ore di tempo e ancora meno esperienza, ho fatto qualche rapida ricerca e ho scaricato il formato europeo da compilare in fretta e furia. Sono riuscita a compilare un curriculum soddisfacente? Non direi, ma nel corso degli anni ho cercato di informarmi il più possibile per non farmi più trovare impreparata.

 Ho raccolto i consigli di alcuni HR e professionisti italiani quindi come si fa il curriculum e quali sono gli errori da evitare nella sua compilazione? 

 1. La cover letter
 La lettera di presentazione non è sempre obbligatoria quindi se volete scriverla, fatelo bene. È l'occasione per farvi conoscere e “vendervi” bene al datore di lavoro. 

 I consigli degli esperti 

 Evitate le frasi fatte, prendevi un po' di tempo per scegliere il tono giusto. Se non vi viene in mente proprio nulla, forse è meglio lasciare stare.

 2. Il nome del file
 Quando allegate il vostro curriculum a una mail, il responsabile delle assunzioni vedrà anche il nome del file. Chiamare il file semplicemente “CV” non va bene (non potete chiamarlo nemmeno “dwehbewb”, vi vedo, so che lo avete fatto!). Queste persone con ogni probabilità avranno ricevuto centinaia di curriculum e non vorranno aprirli tutti per trovarvi. 

 I consigli degli esperti

 Rinominatelo sempre come “CV nome e cognome”. 

 3. Linkedin

 Linkedin, il social del mondo del lavoro, va sempre aggiornato. Sempre più spesso si parla di social recruiting e fidatevi, dopo aver dato un'occhiata al vostro curriculum andranno a curiosare sui vostri social, soprattutto su Linkedin. Quindi fate attenzione perché sarà la vostra vetrina professionale.

 I consigli degli esperti 

 Se vi state proponendo come grafico, i selezionatori potrebbero storcere il naso vedendo che su Linkedin vi presentate come baristi. Cercate di far combaciare il vostro profilo e la vostra ricerca.

 4. La foto

 Nonostante in molti paesi non sia la prassi, in Italia si suggerisce di inserire una foto. Come sceglierla? Possibilmente una che non sia stata scattata in spiaggia o con degli occhiali da sole simpaticoni a forma di ananas. Lo so, sono carini ma a un selezionatore potrebbero non piacere. 

 I consigli degli esperti

 Per scattarla potreste rivolgervi ad un fotografo o potreste chiedere a un amico di scattarla. Abiti professionali, un bel sorriso (niente smorfie!) e un muro bianco come sfondo. 

 5. Lunghezza 

 Secondo alcuni studi (tra cui “Keeping an eye on recruiter behaviour”) i selezionatori dedicheranno circa 6 secondi al vostro curriculum. Quindi quanto dovrebbe essere lungo il vostro CV? Normalmente ci si ferma ad una pagina. Massimo due.

 I consigli degli esperti 

Scrivere tutto nel carattere più piccolo possibile non è una buona idea, non volete far perdere loro la vista prima di assumervi vero? Eliminate il superfluo. Se vi state proponendo come Marketing Strategist forse potete eliminare l'esperienza da babysitter in quinta superiore. E mettete in grassetto le parole che volete saltino all'occhio. 

 6. Formato 

 Quale curriculum usare? Se vi state proponendo per un'occupazione tradizionale il formato europeo dovrebbe andare bene, se quello che cercate è un lavoro che ha a che fare con la creatività forse dovreste valutare il curriculum creativo.

 I consigli degli esperti 

 Se siete grafici sicuramente saprete crearlo, altrimenti per tutti noi imbranati c'è Canva che ve ne offre alcuni gratis e veramente carini. Fate attenzione, la formattazione conta moltissimo!




7. Modificate il CV per ogni candidatura 

 Lo stesso curriculum non si adatta a ogni singola azienda. Come abbiamo già detto il vostro CV deve dimostrare al selezionatore che siete proprio quello di cui hanno bisogno e ogni azienda, per quanto simile, ha esigenze diverse. 


 I consigli degli esperti 

 Prima di inviare la vostra candidatura dovreste studiare i social, il sito e tutto ciò che riuscite a trovare sull'azienda. A quel punto potrete modificare il vostro cv per adattarlo all'azienda per la quale vi piacerebbe lavorare. 

 8. Mail di accompagnamento.

 Mi raccomando, evitate gli errori e date un occhio al registro. Se siete alla ricerca di un tirocinio in uno studio legale probabilmente dovrete tirar fuori il Manzoni che è in voi, se invece vorreste lavorare in un'agenzia pubblicitaria dovreste mantenere un tono sì formale ma senza esagerare, cercando di risultare comunque al passo con i tempi.


 I consigli degli esperti 

 Ancora una volta è importante conoscere bene l'azienda per proporsi nel modo migliore. Indagate! 

 9. Refusi 

 Controllate il vostro cv per evitare refusi, avrete sicuramente molte meno possibilità di essere assunti nel caso in cui il selezionatore dovesse trovare decine di errori nel vostro curriculum. 


 I consigli degli esperti 

 Dopo averlo controllato 100 volte dovreste probabilmente farlo rileggere ad un'altra persona perché si sa, i refusi scappano sempre.
Scritto da: Camilla

Libro The Wicked King di Holly Black


Copertina  di The Wicked King
TRAMA

Una volta scoperto che Oak è l'erede al trono delle fate, Jude ha capito di dover tenere suo fratello al sicuro. Per farlo, ha legato a sé il re malvagio, Cardan, ottenendo così il potere. Controllare i continui intrighi politici sarebbe già abbastanza difficile di per sè, in più Cardan non è esattamente semplice da controllare. Il re infatti fa qualsiasi cosa in suo potere per umiliarla, anche se il suo interesse per lei rimane immutato.

Quando diventa chiaro che qualcuno vicino a Jude vuole tradirla, minacciando la sua vita e quella di tutte le persone che ama, le priorità della ragazza diventano scoprire il traditore e combattere le sue complicate emozioni per Cardan per mantenere il controllo.


★ ★ ★ ★ ★

RECENSIONE

The Wicked King è di sicuro uno dei libri più attesi del 2019, vuoi per il fatto che il finale di The Cruel Prince/Il Principe Crudele ti lasci con la voglia di sapere come continua la storia o il fatto che l’ARC (una copia del libro rilasciata prima dell’uscita) sia nelle mani di alcuni fortunati lettori da marzo scorso, tutti questi fattori non hanno fatto altro che aumentare le aspettative del pubblico.

Ho letto molte recensioni a cinque stelle, soprattutto precedenti al rilascio del libro, e altre meno favorevoli per via del troppo hype dietro al libro. Io ho iniziato il libro senza aspettative, riuscendo così a godermi appieno la storia.

"Il potere è più facile da ottenere che da mantenere”

Il libro riprende la narrazione cinque mesi dopo la fine de Il Principe Crudele, mostrandoci una Jude più decisa e determinata. Per salvare il fratello Oak, erede al trono delle Fate, con l’inganno Jude è riuscita a mettere sul trono Cardan che per un anno deve obbedire a ogni suo comando.

Jude è finalmente riuscita a ottenere tutto quello che desiderava, cioè il potere contro gli esseri che per una vita l’hanno fatta sentire inferiore, le fate. Però non tutto ciò che luccica è oro, infatti nonostante sia diventata il braccio destro del re, le fate non le portano rispetto e Cardan non è propriamente contento di essere comandato a bacchetta.

La prima parte del libro si concentra molto sugli intrighi politici, perché che siano fate o esseri umani il dramma è alla base di tutte le corti.

Possiamo vedere un Cardan dissoluto all’inizio del libro, che fa di tutto pur di essere d’intralcio a Jude, quasi per punirla. Ma, man mano si procede vediamo come Cardan riesca a comprendere cosa sia meglio per sé e per il suo popolo cominciando ad interessarsi di più ai suoi regali doveri.

Con gli intrighi politici arriva anche il problema della fiducia, infatti a Jude viene rivelato che una persona vicina a lei l’ha già tradita, mettendo così in discussione anche quelle due persone di cui si fidava.

“Uccidilo prima che ti faccia innamorare di lui”

Tra problemi di fiducia, ricerca di potere e sentimenti repressi la Black ci mostra una protagonista forte, sicura di sé, ma allo stesso tempo fragile, colpita da quello che le è successo in giovane età e dai continui maltrattamenti ricevuti dalle fate. Mentre nel primo libro Jude cercava il potere in questo capisce che la difficoltà non è prenderlo, ma mantenerlo.

Se devo essere sincera leggere di Jude mi ha commossa in certi momenti, il libro è in prima persona, quindi è facile per il lettore immedesimarsi nell'essere umano continuamente schernito dalle fate. Ci si sente molto più vicini a Jude.

Le fate della Black si distaccano da quelle rappresentate da altre scrittrici fantasy del momento, come Sarah J. Mass o Cassandra Clare, perché ritornano a essere gli esseri viziosi del folklore originario che si posizionano nella fascia grigia della moralità.

Nel libro vediamo anche un' evoluzione sia dei paesaggi con un ampiamento del mondo narrato, infatti viene introdotto il mondo Undersea, e con l’aggiunta di nuovi personaggi che riescono a cambiare profondamente le dinamiche della storia.

"Per un momento mi sono chiesto se non fossi stata tu a scagliare la freccia”
Gli faccio una smorfia “E che cosa ti ha fatto capire non fossi stata io?”
Mi sorride “Mi hanno mancato”

Potremmo dire che non esiste nessuna relazione amorosa tra Jude e Cardan, ma questa sarebbe una bugia, perché gli unici a non aver capito che provano dei sentimenti l’uno per l’altro sono proprio loro. Ma dall’esterno noi tifiamo per loro e lo faremo fino alla fine di Queen of Nothing o finché non si metteranno insieme, sperando che quest’ultima avvenga prima.

La parte finale è un intreccio di colpi di scena che sconvolgono il lettore e rimettono tutte le carte in tavola per il finale che uscirà a gennaio 2020 in lingua originale.

"Se pensava che io fossi cattiva, lo sarei diventata anche di più. Se pensava che io fossi crudele, sarei diventata terrificante”

The Wicked King è un seguito che riesce ad evitare la maledizione del secondo libro, ampliando il discorso iniziato con il primo, mettendo sul fuoco più elementi alcuni già menzionati nel primo, altri appena inseriti, aprendo così le porte a un finale che si prospetta molto interessante.

Uscita italiana: da definire

*Letto in lingua originale*
*Citazioni tradotte dall'originale*
Scritto da: Chiara
l'attore Noah Centineo
Wikimedia Commons

Esiste ancora qualcuno al mondo che non conosce Noah Centineo? Be’, a meno che non viviate con gli Amish, non credo proprio.
 Il giovane attore ha infatti riscosso un successo praticamente immediato in seguito all’uscita della pellicola Netflix “Tutte le volte che ho scritto ti amo”. Il web è letteralmente impazzito, i fans continuano ad aumentare a dismisura e Noah si conferma essere uno degli attori di commedie romantiche più acclamati dell'ultimo decennio. Insomma, un successo strabiliante che vale la pena conoscere.
Quindi, se ancora non avete perso la testa per questa giovanissima star, eccovi una serie di buoni motivi per farlo.

 Alt. Fermi tutti, premessa importante. So già che vi starete chiedendo come si pronuncia correttamente quello strano cognome. Vi risparmio subito uno sforzo di lettura inutile: la pronuncia giusta è “SEN-TI-NA-YO” (aggiungete un tocco del suo accento estremamente sexy ed è fatta!).

 Ma torniamo a noi...


  •  Il nostro Centineo nasce in Florida e ha 22 anni (9 Maggio 1996). A soli 16 anni lascia la scuola per inseguire il suo sogno: la recitazione. Si trasferisce così a Los Angels con la famiglia, che l’ha sempre supportato. 
  •  Ha origini in parte italiane (oltre che nativo-americane, portoricane e tedesche).
  •  La sua carriera decolla nel 2011, grazie a Disney Channel (come ogni buon attore di rom-com che si rispetti). Noah è Dallas nella serie televisiva “Austin & Ally" , appare poi in “Shake It Up”, “Jessie” e nel film “How To Build A Better Boy”. È proprio grazie al suo ruolo come Dallas che Noah realizza per la prima volta di essere diventato davvero “famoso”, quando una ragazzina lo riconosce e gli chiede una foto, mentre lui stava passeggiando tranquillamente con la mamma, ignaro di tutto. 
  •  Il suo primo ruolo davvero importante in una serie TV è arrivato nel 2015 con “The Fosters”, dove Noah ha sostituito Jake T. Austin nel ruolo di Jesus Foster, dalla terza stagione fino alla quinta e ultima (piccolo consiglio: se non l’avete ancora vista correte a recuperarla! La serie è un piccolo gioiello e Noah si è dimostrato pienamente all’altezza del ruolo, regalandoci una delle sue migliori interpretazioni di sempre).
  • In pochissimo tempo è diventato una vera e propria “star Netflix”. Tra 2017 e 2018, infatti, sulla piattaforma sono usciti ben 3 film che lo vedono protagonista: “Tutte le volte che ho scritto ti amo”, “Sierra Burgess è una sfigata” e “SPF-18”. In pratica, non so se è capitato anche a voi, ma ogni volta che ho aperto Netflix nell’ultimo anno mi sono ritrovata davanti la faccia di Noah, incredibile (ma bellissimo!). E non è finita qui: rivedremo presto Centineo accanto a Laura Marano e Camila Mendes (Riverdale) nel nuovo film Netflix “The Perfect Date”, in uscita la prossima estate.
Noah Centineo nel film Tutte le volte che ho scritto ti amo
Netflix

  • Tra Peter (Tutte le volte che ho scritto ti amo) e Jamey (Sierra Burgess è una sfigata) Noah si sente più vicino al secondo. Infatti, anche se sembra impensabile, Noah non è mai stato il figo della scuola. Ha più volte dichiarato di essere sempre stato timido e riservato, il classico tipo che si siede all’ultimo banco e si fa gli affari suoi. Impacciato anche con le ragazze, Noah ha dichiarato di aver dovuto lavorare molto su questo lato di sé. 
  •  Ha partecipato a numerosi video musicali. Primo di tutti, quello della canzone “Havana” di Camila Cabello, esperienza che l’attore ricorda con grande entusiasmo (se volete vedere un giovane Noah elegantissimo, in vestito da sera con tanto di capelli pieni di gel sapete dove cercare!). Più recentemente è apparso nel video di “Are You Bored Yet” (Wallows), accanto a Dylan Minnette (star di Tredici). Ha poi diretto il video musicale di “Save Me Tonight” (ARTY), in cui è tornato a vestire i panni del ragazzo popolare dal cuore d’oro che offre il suo aiuto ad una Lily Collins spaventata e presa di mira dai bulli. 
  •  Gli dicono spesso che somiglia a Mark Ruffalo. Non perchè Noah ricordi un omone di colore verde, più probabilmente per alcuni atteggiamenti e modi di fare che i due attori condividono.
  •  La sua più grande celebrity crush è Selena Gomez, anche se i due non si sono mai conosciuti personalmente. La sua primissima crush al cinema è stata invece Carrie-Anne Moss, protagonista di Matrix (uno dei film del cuore di Noah). Uno dei suoi attori preferitissimi da sempre è invece Matthew McConaughey.
  •  Ha una passione spropositata per gli emoji. Noah è un tipo estremamente spiritoso, un emoji vivente insomma. La sua faccina preferita è quella nerd con gli occhiali, la userebbe ovunque. E durante le interviste non riesce a stare fermo e a non fare smorfie di ogni tipo. 
  •  Ha dato il suo primo bacio a 15 anni, ad una ragazza che soggiornava nel suo stesso hotel. Si sono conosciuti ad un ballo, poi Noah le ha chiesto di andare al cinema. Dopo essersi tenuti la mano durante tutto Cowboys & Aliens, Noah l’ha riaccompagnata nella sua stanza d’albergo e le ha dato un rapido bacio della buonanotte, prima che lei gli chiudesse la porta in faccia. Sarà stato davvero un bacio così terribile? Noah ancora se lo domanda, io sono convinta di no. 
  •  Ha un bellissimo rapporto con la co-protagonista di “Tutte le volte che ho scritto ti amo”, Lana Condor, nonostante il primo incontro tra i due sia stato un disastro. Poco prima dell’audizione, infatti, Noah aveva bisogno di ripetere le battute e ha chiesto a Lana se voleva aiutarlo, ma la ragazza lo ha liquidato con un secco “No”. Tuttavia, non appena si sono ritrovati insieme sul set, sono subito andati d’accordo. Noah ha dichiarato di sentirsi molto affine a Lana: entrambi amano divertirsi e vedono la vita nello stesso modo. La chimica è evidente. Unico problema: Noah è molto più alto di Lana, per questo la poveretta indossa spesso scarpe alte nel film!
  •  Vedremo presto Noah nel seguito di “Tutte le volte che ho scritto ti amo” (i libri sono ben tre, non ci libereremo facilmente di Peter Kavinsky!) e in un episodio del nuovo spin-off di “The Fosters”. L’attore non nasconde il suo amore per la serie: avrebbe infatti voluto comparire in più di un solo episodio. Ha detto di amare alla follia questo “nuovo” The Fosters, dal modo in cui è stato fatto alle tematiche che tratta. Abbiamo grandi aspettative! 
  •  È un gran romanticone anche nella realtà. Ama conoscere a fondo una persona e imparare a capirla pian piano. Una volta, in occasione di un appuntamento con una ragazza, l’ha portata su un tetto e hanno letto insieme per circa tre ore. Più romantico di così! 
  •  Ha una cicatrice sulla parte sinistra del viso, vicina al mento, che gli è stata procurata da un cane mastino all’età di 6 anni. Il cane l’ha morso, facendogli letteralmente un buco in faccia. Nonostante questo brutto episodio, Noah impazzisce ancora per i cani. È proprio un tenerone! 
  •  Non è bravo solo a recitare ma anche a cantare. Al karaoke, però, preferisce rappare, perché è più divertente. La sua canzone da karaoke preferita è “Bulls on Parade” dei Rage Against the Machine. 
  •  Non è un amante della tecnologia, smartphone e social networks compresi. Tutti dovrebbero, secondo lui, mettere più spesso da parte i cellulari per godersi ciò che hanno attorno. 
  •  Durante le pause sul set solitamente legge o dorme. Soprattutto, dorme. 
  •  Aveva una chat di gruppo con il cast di “Tutte le volte che ho scritto ti amo”. Poco prima della première del film si è scatenato il delirio: l’hype era alle stelle e tutti non facevano altro che scambiarsi messaggi del tipo “Ti amo alla follia!” “Anche io!”. 
  •  Ha lavorato ad un film quasi totalmente in lingua cinese al fianco di Jackie Chan, “The Diary”. Noah ha dichiarato che Jackie è davvero un dragone, anche se il film ha sorprendentemente poca azione e molti momenti strappalacrime. In più, lo vedremo il prossimo Settembre nel reboot della serie cult “Charlie’s Angels”, diretto da Elizabeth Banks. Allora, siete già innamorate di Noah?

Scritto da: Giulia

Marie Kondo su Netflix
People

Fino a un paio di anni fa credevo che Marie Kondo fosse la fondatrice di una religione, una sorta di versione femminile di Buddha.

Perché lo pensavo?

La prima volta che ne ho sentito parlare è stato due anni fa.

All’epoca - ho sempre voluto usare questa espressione e la userò anche se si tratta di due anni fa - lavoravo come commessa in un negozio di scarpe. Tra i vari clienti che ho servito nella giornata, è arrivata lei - no non Marie Kondo - ma, quella che al tempo credevo fosse, una sua adepta. Mentre si provava le scarpe, infatti, ha iniziato a raccontarmi di questo nuovo metodo di decluttering che arrivava dal Giappone portato qui dalla nostra Marie. Nel corso del monologo mi anche spiegato di come questo metodo le avesse non solo rivoluzionato in positivo la casa, ma anche la vita, la mente, le relazioni umane. Aveva trovato la luce, tutto era più bello da quel giorno.

Vi è più chiaro ora il perché del mio fraintendimento? Grazie.

Una volta tornata a casa, incuriosita, ho svolto delle ricerche su questo nuovo credo religioso.

Marie Kondo il magico potere del riordino

Marie Kondo è un’autrice giapponese di libri sull’economia domestica - al momento ne ha pubblicati tre- nonché l’ideatrice del metodo KonMari. Un metodo che, appunto, spiega alle persone come riordinare la propria abitazione tenendo solo ciò che porta gioia ed eliminando il resto, non prima però di averlo ringraziato per il cammino fatto con noi sino a ora.

Una volta scoperte queste informazioni, ho capito che chiaramente non era la fondatrice di una setta, però ho iniziato a pensare potesse essere qualcosa di simile all’ideatore della dieta dukan, però per la casa.

Con l’approdo del documentario dedicato a lei su Netflix, ho capito che invece no: errate tutte le precedenti.

Così ho iniziato a provare più simpatia per lei e a darle fiducia, tanto da voler provare il suo metodo. Soprattutto per la parte relativa al miglioramento della propria psiche.

– METODO KONMARI –

Secondo il suo metodo bisogna tenere solo gli oggetti che ci danno gioia. Così come nella vita: dovete circondarvi solo di persone che vi portano positività.

Ok, in realtà questa seconda parte l’ho aggiunta io perché ero davvero sicura che gli oggetti per lei fossero solo una metafora per spiegarci la vita e invece no parla davvero solo di oggetti.

La prima regola del metodo è di riordinare per categorie e non per zone.

Quindi per esempio partendo dai vestiti, si riordinano tutti i vestiti di tutte le stanze.

Così, seguendo le sue indicazioni, ho svuotato tutto l’armadio e i cassetti e messo tutto sul mio letto.

Questo è il primo momento nel quale realizzi la quantità immensa di vestiti che hai. Il secondo, invece, arriva quando su quella pila di vestiti ci devi dormire perché, data la quantità, non hai finito di metterli via prima che arrivasse il sonno.

Anche perché, quei vestiti non li devi semplicemente mettere nell’armadio, ma li devi piegare seguendo una tecnica specifica. Quindi un’ora l’ho usata per capire questa tecnica, un’altra ora per affinarla e velocizzarmi e il restante del tempo l’ho passato a piangere perché stavo iniziando a realizzare che non sarebbe stato possibile per me sistemare tutto entro la giornata.

La notte passata sopra i vestiti però mi ha portato una consapevolezza: erano davvero troppi. Non so se Marie Kondo sarebbe felice di sapere la motivazione che mi ha portato a questa realizzazione, ma l’importante è il risultato!

Finiti i vestiti sono passata alla seconda categoria. I libri. Se per quanto riguarda la prima non è stato così difficile disfarmi di alcuni capi, non avendo con loro un legame sentimentale, per quanto riguarda i libri, invece, è stata un’altra storia. Conservo ogni singolo libro che ho comprato o che ho dimenticato di restituire agli amici (se qualcuno di voi, che sta leggendo questo post e mi conosce, si sente tirato in causa, chiedo scusa ma negherò di aver mai ammesso questa cosa). Buttare qualcosa era, dunque, fuori discussione. Non fosse anche che se la motivazione per farlo deve essere: eliminare tutto ciò che non porta gioia, avrei dovuto buttarne due terzi dato che la maggior parte dei libri che leggo sono quelli che ti strappano il cuore e ti fanno piangere per le due settimane successive.

Quindi ho scelto di saltare questo passaggio.

Dopo i libri, le altre categorie sono: i documenti, i komono (oggetti vari) e infine gli oggetti sentimentali.

Se volete farlo per bene e il vostro segno zodiacale non è il toro, come invece nel mio caso con dunque la pigrizia iscritta nel DNA, dovete seguire questi passaggi. Se invece volete svolgere la versione ridotta inventata da me e siete già nella via dei ricordi grazie ai libri, passate direttamente agli oggetti di valore.

Lettere, biglietti di auguri, cartoline, fotografie, biglietti di concerti.

Ed ecco il momento nel quale il mio decluttering è finito con me in piedi sul letto - senza la pila di vestiti - a tenere un concerto.

Dunque per concludere: questo metodo è sicuramente interessante. Però direi che sì bello, ma non ci vivrei. E probabilmente il fatto che io non ci viva e il motivo per il quale perdo tutto sempre. Chi lo sa!

Spero che a voi sia andata diversamente. Spero abbiate trovato la luce per sistemare la vostra stanza e la vostra vita. Fatemi sapere che magari ci riproverò.

E chissà se la cliente che me l’ha fatta scoprire ha ricevuto gioia dalle scarpe che ha comprato.

Scritto da: Jess


Ariana Grande nel video Thank you next
London Alley


Chi mi conosce lo sa, non sono una grandissima fan di Ariana Grande. Non perché mi stia antipatica, anzi, la trovo molto carina e il pop è il mio genere musicale, infatti per tanto tempo ho provato a diventare una sua fan, ma quest'anno sono arrivata ad una conclusione: le sue canzoni non mi piacciono. Perdonatemi!
Non sarò una fan della sua musica, ma adoro senza ombra di dubbio uno dei suoi ultimi video.
Il 30 novembre la cantante ha infatti rilasciato il video di Thank You Next in cui ricrea alcune delle scene più iconiche di alcuni dei chickflick più famosi dei primi anni 2000.
E se c'è una cosa certa è che vado matta per questi film e che continuo a cercarli su ogni piattaforma di streaming esistente.
All'uscita del video sono rimasta sconvolta dal numero di persone che affermano di non aver mai visto questi film, quindi ho pensato di cogliere l'occasione per convincervi a guardarli o per farvi fare un tuffo nel passato.

Tirate fuori le mollettine a forma di farfalla, i jeans a vita bassa e i chocker perché stiamo tornando nei primi anni 2000!

Mean Girls


Film Mean Girls
Paramount Pictures

Dopo aver trascorso l'infanzia in Africa, la quindicenne Cady torna in America per frequentare il liceo. I suoi primi amici Janis e Damien la convincono ad entrare nel gruppo delle Barbie, le ragazze più cattive e popolari della scuola, per distruggerle dall'interno. Ma non farsi prendere la mano potrebbe essere più difficile del previsto.

Penso di aver visto Mean Girls almeno un centinaio di volte. Nonostante sia chiaramente un film per ragazzi un po' (tanto) sciocco, è diventato così iconico! Posso recitarlo a memoria dall'inizio alla fine e ogni volta mi fa ridere a crepapelle. Mean Girls è il classico film degli anni 2000, pieno di cliché e stereotipi, cattivello, ma che resta uno dei film più divertenti della mia collezione. Non smetterò mai di guardarlo!


La rivincita delle bionde (Legally Blonde)


Reese Witherspoon in La rivincita delle bionde
20th Century Fox


Elle Woods è il presidente di una confraternita, è bionda, ricca, bellissima e ha una certa ossessione per il rosa. Quando il fidanzato Warner la lascia per andare ad Harvard decide di seguirlo per studiare legge e riconquistarlo.


Vi presento uno dei miei film preferiti di sempre, Elle Woods è il mio modello e continuerò a guardare Legally Blonde ogni volta in cui mi sentirò poco motivata o giù di morale. Questo film meriterebbe un post tutto per sé, e prima o poi lo scriverò, perché è meraviglioso. Eternamente sottovalutato, esattamente come Elle, è un manifesto sulla gentilezza, l'impegno, il femminismo e la crescita personale. Certo, si ride tanto ed è quasi tutto rosa, ma non significa sia totalmente stupido.

30 anni in un secondo (13 going on 30)


Jennifer Garner in 30 anni in un secondo
Columbia Pictures


Jenna è una tredicenne tremendamente insoddisfatta della propria vita. Dopo un compleanno tremendo, desidera di avere trent'anni e in un attimo si ritrova cresciuta e con la vita dei suoi sogni. Peccato che molto presto scopre che la vita che tanto sognava non è esattamente perfetta e che l'unica persona che vorrebbe accanto è Matt, il suo migliore amico.


Questo film è assolutamente adorabile. Per qualche strano motivo, da piccola non mi piaceva nemmeno un po', probabilmente perché non riuscivo a capirne le dinamiche, ora invece lo adoro. Sono innamorata di Jennifer Garner da “Daredevil” e 30 anni in un secondo è l'unico film in cui riesco effettivamente a vedere il fascino di Mark Ruffalo.


Ragazze nel pallone (Bring it on)


Kirsten Dunst  in Ragazze nel pallone
Universal Pictures


Quando Torrance realizza il sogno di diventare capo cheerleader, si rende conto del che non si prospetta un compito particolarmente semplice. Ben presto scopre che Big Red, ex capo cheerleader, ha rubato tutte le loro coreografie a un altro team, i Clovers. Con l'aiuto della nuova amica Missy (che ha un fratello molto carino) e il resto della squadra, crea una nuova coreografia per partecipare alle Nazionali.

I'm sexy, I'm cute, I'm popular to boot!” Datemi dei pon pon e andiamo alle Nazionali!
Ok, mi calmo.
Se volete un film che vi ricordi perfettamente i primi anni 2000, dovete guardare “Bring it on”. Non solo le coreografie sono pazzesche, ma è tremendamente divertente e sì, adorabile. L'amicizia tra Torrance e Missy vale tutto il film, in più la coppia principale vi scioglierà il cuore.


E ora ditemi: qual è il vostro film preferito degli anni 2000?